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Previdenza Integrativa

Passare da un fondo pensione all’altro: la procedura che ti fa risparmiare sulle penali poco note

📅 23 Agosto 2026✍️ di Francesca Dodero⏱️ 4 min di lettura

Per risparmiare penali quando cambi fondo pensione, chiedi il trasferimento diretto della posizione al nuovo fondo. Non fare riscatti o anticipazioni. Così eviti imposte, mantieni l’anzianità fiscale e, spesso, azzeri le spese di uscita.

La procedura è semplice: adesione al nuovo fondo, modulo di trasferimento, allegati e firma digitale o autografa. Il nuovo fondo si occupa del resto.

Trasferimento, non riscatto: il punto che ti fa risparmiare

Il trasferimento tra forme di previdenza complementare non è un evento tassabile. Nessuna imposta sostitutiva. Nessuna perdita di anzianità ai fini della riduzione dell’aliquota futura (dal 15% al 9% con 35 anni di partecipazione).

Il riscatto, invece, è tassato. Perdi anche gli anni utili alla riduzione dell’aliquota. È l’errore più costoso e più comune quando si cambia fondo.

Base giuridica: D.Lgs. 252/2005. Vigilanza: COVIP.

Quando puoi trasferire

Dopo 2 anni di adesione puoi trasferire liberamente a un altro fondo o PIP.

Prima dei 2 anni puoi farlo se cambi datore di lavoro/CCNL e il nuovo contratto prevede un altro fondo negoziale, oppure se perdi i requisiti per restare nel fondo attuale.

Se interrompi il lavoro o inizi un’attività autonoma, puoi spostarti su un PIP o su un fondo aperto e continuare a versare anche da disoccupato. Eviti il riscatto (e le relative imposte).

Passi operativi (10 minuti veri)

  • Scegli il nuovo fondo/comparto: confronta costi correnti (TER), governance, rendimento storico, coerenza con il tuo orizzonte.
  • Iscriviti al nuovo fondo: online o via modulo. Indica se vuoi conferire il TFR futuro.
  • Compila il modulo di trasferimento: lo fornisce il nuovo fondo. Spunta “trasferimento totale della posizione”.
  • Allega: documento d’identità, codice fiscale, ultima comunicazione annuale del fondo uscente (saldo e comparto), eventuale busta paga se serve per TFR.
  • Firma e invia: PEC, upload su area riservata o raccomandata. Il nuovo fondo contatta il vecchio e gestisce la chiusura tecnica.
  • Monitora lo stato: chiedi numero pratica e tempi stimati.

Consiglio sul campo: non chiedere mai tu la chiusura del vecchio fondo. Deve essere il nuovo a richiedere il trasferimento. Così non parte alcun riscatto per errore.

Costi e trucchi per pagarli meno

Spese di trasferimento: spesso un fisso (10–50 euro) o zero. Verifica la “Sezione Costi” del KID/Nota informativa di entrambi i fondi.

Scale di uscita: alcuni PIP applicano costi decrescenti nei primi anni. Se puoi, aspetta lo scalino che azzera o riduce la penale.

Campagne di rimborso: molti fondi aperti/PIP rimborsano le spese di trasferimento in ingresso. Chiedi per iscritto prima di firmare.

Tempistica contributi: evita di trasferire subito dopo un versamento. Aspetta la valorizzazione quota per non pagare due volte i costi fissi annuali.

Cambio comparto interno: se il problema è solo il profilo di rischio, valuta lo switch dentro lo stesso fondo. Costa meno del cambio fondo.

Tempi, controlli e reclami

Il trasferimento richiede in media 30–90 giorni. Dipende da frequenza di valorizzazione e tempi amministrativi del fondo uscente.

Se si sfora, invia un sollecito scritto a entrambi i fondi. In assenza di risposte, presenta reclamo formale e, se serve, esposto alla COVIP.

Verifica all’arrivo: controlla che importo, anzianità e contributi dedotti dell’anno siano correttamente riportati. Conserva le ricevute.

Casi particolari da non sbagliare

TFR: se oggi lo versi al fondo A e passi al fondo B, indica esplicitamente che anche il TFR futuro vada al nuovo fondo. Eviti mesi “sospesi” in azienda.

Deducibilità: il limite annuo resta 5.164,57 euro. Chiedi al vecchio fondo la certificazione dei contributi dedotti nell’anno e consegnala al nuovo per non sforare.

NASpI e lavori discontinui: meglio trasferire a un PIP o fondo aperto e sospendere/riattivare i versamenti quando puoi. Il capitale resta investito e l’anzianità non si interrompe.

Acquisto prima casa o spese sanitarie: se ti servono anticipi, valuta se farli prima o dopo il trasferimento. Le aliquote cambiano a seconda della causale; il trasferimento non le altera ma può semplificare la gestione documentale.

Più fondi aperti contemporanei: puoi unificarli in uno solo per ridurre i costi fissi. Trasferimenti multipli sono ammessi, uno alla volta.

Come scegliere il nuovo fondo in modo pratico

  • Orizzonte temporale: sotto i 10 anni, profilo più prudente. Sopra i 15, maggior quota azionaria può essere sensata.
  • Costi: TER basso fa la differenza nel lungo periodo. Diffida di caricamenti iniziali alti e costi di switch salati.
  • Governance: fondi negoziali tendono a costi più bassi; PIP offrono flessibilità e canali digitali più rapidi.
  • Servizi: app, area riservata, report chiari, consulenza non vincolante.

La nota personale

Da collaboratrice familiare ho imparato a fare i conti con entrate irregolari. Ho visto mia madre affrontare il pre-pensionamento con più domande che risposte. Il trasferimento fatto bene è una di quelle mosse piccole che, sul serio, ti fanno tenere in tasca soldi e serenità.

In sintesi: niente riscatti, sì al trasferimento guidato dal nuovo fondo. Leggi i costi, cura i documenti, chiedi tempi certi. E conserva l’anzianità: è lo sconto fiscale che vale di più.

Francesca Dodero

Francesca, attiva da anni come collaboratrice familiare, ha vissuto di persona i dubbi e le paure dei lavoratori intermittenti riguardo la loro futura pensione. Ha trascorso otto mesi a prendersi cura della madre nel delicato periodo precedente al pensionamento anticipato, e condivide la sua esperienza nel magazine.